WE HAVE BIGGER DREAMS | Abbiamo sogni ben più grandi

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Hi friends, today I would like to share with you something that has been bothering me.

I saw a post-adv on Instagram and I’ve been mulling it over since this morning: it’s a picture of two female influencers, holding a vacuum cleaner of a well-known brand. The caption, which I think is meant to be ironic, reads that “girls’ real desire” is precisely this product.

It is not my intention to be controversial, but I‘d like to analyze with you the content proposed. Honestly, this post bothered me, so I took some moments to understand why.

The rhetoric of women as “housewife”, who should not desire anything more than to perfect act this role, is still too recent in the history of our society to be used lightly for marketing purposes.

Doing so becomes very dangerous, considering the decades of social battles by women, and the current era when gender disparities are still too common.

I want to clarify that it is completely fine for everybody, regardless of gender (binary and non-binary), IF THEY WANT, to desire this vacuum cleaner.

But this specific post pictured two women, not two men, not a woman and a man, not two non-binary people.

This type of marketing is likely to carry on the idea that women can ONLY desire that. It continues to perpetuate the antiequalitarian narrative of women confined  (by others, not by choice) to their home because they HAVE to be angels of the house.

Instead of focusing on the quality or the aesthetics of the product, the adv uses a  type of humor that is, in fact, demeaning and of poor taste.

Why?

Because the subject in question is still too delicate to make jokes about it without mortifying and belittling the female gender.

You will tell me that I am hypersensitive. Instead, I will answer that I have raised my awareness by educating myself on the topic. I always try to make an active effort and use my critical thinking to analyze the matter, digging under the surface of the bare content.

And more, let’s face it, the adv it’s not funny.

If the image had pictured two men holding the vacuum cleaner with the caption “there are men who dream of an expensive car, but the real object of desire of a man is this vacuum cleaner”, would the advertisement make sense to you?

Personally, I think that marketing can do better than this, and avoid falling into these traps.

We do not always have the tools to analyze everything critically. Instead, usually, we are affected by the messages offered, consciously or unconsciously.

My last point will be this: we have far greater desires than a vacuum cleaner.

Women, men and non-binary people: DREAM BIGGER.

Versione italiana

ABBIAMO SOGNI BEN PIU’ GRANDI

Sto rimuginando da questa mattina su un post/adv che mi è capitato di vedere: una foto di due ragazze influencer con in mano un aspirapolvere di marca molto nota. La caption, che credo volesse essere ironica, diceva che il “vero oggetto del desiderio delle ragazze” è proprio questo aspirapolvere.

Non è mia intenzione fare polemica, ma un’analisi dei contenuti proposti; questo post mi ha lasciato l’amaro in bocca e mi sono interrogata sul perché. 

La retorica della “donna-casalinga”, che non può aspirare ad altro se non ad essere perfetta in questo ruolo, è ancora troppo fresca nella storia della nostra società per poter essere usata come marketing e con leggerezza.

Farlo, dopo decenni di battaglie sociali del genere femminile e in un momento storico in cui le disparità di genere sono ancora troppo presenti, diventa pericoloso.

Specifico che va benissimo, indipendentemente dal genere (binary e non), SE LO SI DESIDERA, voler acquistare questo specifico aspirapolvere.

La foto però ritrae due donne, non due uomini, una donna e un uomo, o due persone non-binary.

Questo tipo di marketing cammina sul filo di un rasoio e rischia di continuare a proporre l’idea che la donna possa desiderare SOLO quello. Continua a perpetrare la narrativa antiugualitaria della donna relegata (da altri, non per scelta) in casa a fare l’angelo del focolare.

Invece di puntare sulla qualità o sull’estetica del prodotto, è stata usata un’ironia che risulta di fatto svilente e di cattivo gusto.

Perché?

Perché l’argomento in questione è ancora troppo delicato per poterci fare dell’ironia senza che questa rischi di mortificare e svalutare la figura femminile.

Mi direte che sono ipersensibile. Vi rispondo invece che sono SENSIBILIZZATA rispetto alla tematica, perché essendo un mio interesse la approfondisco da tempo e sono arrivata a farmi un’idea critica rispetto ad essa.

E poi, diciamocelo, non fa ridere. Se l’immagine fosse stata di due uomini con l’aspirapolvere in mano, con una caption tipo “ci sono quelli che sognano la BMW, ma il vero oggetto del desiderio di un ragazzo è questo aspirapolvere”, l’avreste considerata una pubblicità sensata?

Da parte mia, penso che il marketing possa fare di meglio ed evitare di cadere in queste trappole, che poi non sempre si hanno gli strumenti per poterle analizzare a fondo in maniera critica. 

E si rimane invece condizionati dai messaggi a cui si è esposti.

Dirò un’ultima cosa, abbiamo sogni ben più grandi di un aspirapolvere. 

Donne, uomini e persone non-binary: DREAM BIGGER.