Fibromialgia: quando dolore fisico e psichico si intrecciano

FIBROMIALGIA: QUANDO DOLORE FISICO E PSICHICO SI INTRECCIANO

La fibromialgia rientra tra le cosiddette patologie “invisibili”, in quanto non dà segni eclatanti di cui si possano accorgere le persone che circondano chi ne soffre. Come tutte le malattie invisibili, è spesso accompagnata da una certa dose di stigma, cioè pregiudizi, alienazione ed emarginazione. Spesso chi ne soffre può non sentirsi creduto o vedere sminuiti i propri sintomi da chi, non potendoli “misurare”, fatica a riconoscerne il peso.
Eppure la fibromialgia è una patologia altamente invalidante (in misura diversa in base ai diversi casi), che porta a una riduzione del normale funzionamento della persona non solo nelle attività quotidiane, ma anche nella sfera psicologica, sociale, cognitiva.
Il modo in cui la persona vive la propria quotidianità, il lavoro, la sessualità e la genitorialità può essere altamente influenzato dalle limitazioni causate dalla patologia, non solo per il dolore in sè, ma anche per la sintomatologia psichica.

SINTOMI

La fibromialgia è una malattia cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso e persistente, accompagnato da altri sintomi come: 

  • rigidità mattutina e affaticamento
  • cefalea
  • sintomi legati alla sfera sessuale e mestruale
  • sintomi psichiatrici come insonnia, depressione, ansia e compromissione cognitiva (ad esempio deficit di attenzione, e memoria, la cosiddetta “nebbia mentale” o “fibro-fog”). 

E’ una patologia che interessa prevalentemente il sesso femminile dalla mezza età, e può essere accompagnata da altre patologie concomitanti come:

  • sindrome dell’intestino irritabile
  • endometriosi
  • sindrome da affaticamento cronico
  • cistite interstiziale

CAUSE

Per quanto riguarda le cause, pur non essendo queste ancora del tutto conosciute, è stato osservato che stress, eventi di vita negativi, malattie, traumi emotivi e fisici possono agire da fattori predisponenti e precipitanti. E’ stata ipotizzata una base genetica della patologia: a livello neurologico, sono state ipotizzate alterazioni a carico dei meccanismi endogeni che controllano le vie del dolore. A livello biologico, è stato osservato che chi soffre di fibromialgia può mostrare un  alterato funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, deputato, tra le varie attività, anche alla risposta allo stress e agli eventi di vita.

DIAGNOSI E TERAPIA

La diagnosi medica viene eseguita da uno specialista, in particolare medico reumatologo, considerando alcuni fattori tra cui il dolore e le aree interessate (i cosiddetti “tender points”), e i sintomi psicofisici di accompagnamento (affaticamento e alterazioni cognitive).
Spesso la diagnosi avviene dopo molti consulti, essendo il sintomo principale, il dolore, condiviso con altre patologie.
Il trattamento deve essere multidisciplinare: prevede il possibile utilizzo di alcuni farmaci (esempio antinfiammatori non steroidei, analgesici, antidepressivi, sedativi ipnotici e miorilassanti), modifiche dello stile di vita e supporto di uno specialista dell’alimentazione.
Approcci riabilitativi e integrativi come fisioterapia e agopuntura possono essere di grande aiuto. 

SINTOMI PSICHICI

Le persone che soffrono di questa patologia presentano con un’alta frequenza anche una sintomatologia psichiatrica, in particolare rappresentata da disturbi d’ansia e depressivi. Inoltre, possono essere presenti altri disturbi quali personalità borderline, personalità ossessivo-compulsiva, disturbo post-traumatico da stress e disturbo bipolare.

Oltre a ciò, l’alto impatto emotivo e fisico della patologia, che può arrivare ad essere estremamente limitante per chi ci convive, può portare alla comparsa di sentimenti quali tristezza, rabbia, frustrazione, difficoltà ad esternare le proprie emozioni, tendenza all’evitamento, bassa autostima e distorsioni dell’immagine corporea.
In alcuni casi, i pazienti con fibromialgia arrivano ad avere idee suicidarie, tanto è importante l’impatto psicologico della patologia.

Proprio per questo motivo, accompagnare il trattamento farmacologico dei sintomi fisici ad un percorso con uno specialista della salute mentale, con farmaci e psicoterapia, è fondamentale nella gestione dei sintomi psichici e dell’impatto della patologia sulla qualità di vita di chi ne soffre. 

INTERVENTI PSICHIATRICI E PSICOTERAPICI

Vari interventi sono stati descritti come utili nel trattamento del disturbo: dal punto di vista farmacologico, alcuni farmaci appartenenti alla classe degli antidepressivi (come la duloxetina) sono considerati farmaci di prima scelta sia per la gestione della componente del dolore, sia per la gestione di alcuni sintomi psichici. Inoltre, altri farmaci psichiatrici, tra cui altri antidepressivi, ansiolitici, miorilassanti e stabilizzanti dell’umore possono essere indicati nei singoli casi in base alla componente sintomatologica preponderante.
Dal punto di vista psicoterapico, programmi di terapia CBT (Cognitivo Comportamentale) e di ACT (Acceptance and Commitment Therapy) possono aiutare a raggiungere buoni risultati nell’adattamento alle limitazioni della patologia. 

Una parte importante del lavoro dovrebbe essere dedicata al supporto dell’immagine di sè e delle funzioni di autostima e autoefficacia, in modo da aiutare la persona che soffre di fibromialgia a raggiungere delle aspettative positive rispetto alle proprie capacità di gestire la patologia e gli adattamenti che questa richiede, a “vedersi capace” di fronteggiarla. 

Spesso chi soffre di questa patologia subisce dinamiche interpersonali invalidanti, fino ad arrivare a mettere in dubbio la genuinità delle sensazioni e dei sintomi che sperimenta. La mancanza di marcatori “oggettivi” legati alla patologia (come potrebbero essere per esempio dei valori alterati degli esami del sangue), oltre a portare a un ritardo nella diagnosi, rende difficile per gli stessi pazienti e per chi li circonda dare un volto a questa malattia: il peso che ne deriva è dunque doppio, quello dei sintomi e quello di non essere adeguatamente riconosciuti

A questo si può aggiungere un senso di vergogna per l’incapacità di svolgere le normali attività quotidiane e lavorative come la persona faceva in passato o come si aspetterebbe di poter fare.
In relazione all’attività lavorativa, i pazienti con fibromialgia dovrebbero poter avere l’opportunità di adattare il carico di lavoro in base alla loro sintomatologia e alla possibilità di fronteggiare un‘agenda full-time. Ciò spesso non è possibile, andando a provocare ulteriori difficoltà di adattamento della persona all’ambiente lavorativo e aumentando i livelli di stress, ansia e frustrazione.

Oltre alla presa in carico da parte di uno specialista della salute mentale, il supporto dei familiari e degli amici risulta fondamentale nella gestione quotidiana di questa malattia cronica, per poter affrontare con più serenità tutti gli adattamenti della vita a cui la persona deve far fronte.
Se soffrite di fibromialgia, non abbiate paura di chiedere aiuto ai vostri cari e di cercare il supporto che vi è necessario.
Se invece siete familiari di una persona che ne soffre, ricordate di non mettere in dubbio l’autenticità della sintomatologia lamentata e cercate, nel vostro piccolo, di rendervi disponibili ad aiutare secondo le indicazioni del vostro caro. 

Grazie per aver letto l’articolo! 

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Dr. Serena Saraceni

Attenzione: sono un medico; le informazioni che trovi nell’articolo derivano dalle fonti citate in fondo e dalla mia esperienza professionale. Tuttavia, queste informazioni non possono in alcun modo sostituire il rapporto personale con un professionista sanitario. Per qualsiasi dubbio o informazioni, ti invito a rivolgerti al tuo medico di fiducia.

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